Dal Quotidiano dell'11 febbraio 2009:
Bravo Totò, ma non vedo da tempo neanche gli Architetti a Lecce...
Il centro storico di Lecce si satura ILLEGALMENTE di pub e ristoranti (contro le leggi nazionali e il piano regolatore particolareggiato - con le sue norme tecniche di attuazione). Per questo gli affitti schizzano alle stelle e gli artigiani ed i commercianti sono sfrattati dai loro locali in centro. Gli illeciti di funzionari e classe politica saranno perseguiti penalmente? Basterà (l'annunciato) "colpo di spugna" amministrativo? E a noi onesti chi ci pensa?
P.S. Chi vuole collaborare con noi (dalle province di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto - artisti, politici, rappresentanti di Associazioni), non aspetti a contattarci! Lasciate un commento o una mail a frvitie@tin.it e sarete ricontattati in mezza giornata! Solo uomini "di buona volontà"...
P.P.S. Ecco la proposta di Legge Regionale sull'Artigianato Artistico e le Botteghe Storiche pugliesi, a cura dell'Ass. Nuovo centro storico di Lecce. Buona lettura.
giovedì 12 febbraio 2009
IPSE DIXIT
They dance alone...

I giornalisti hanno studiato, si vede, ed hanno intonato il Requiem per gli artigiani ed il Te Deum per l'archeologia...
Il mio contrappunto, invece, è di Sting:
One day we'll dance on their graves
Ci sentiamo dopo per il saldo...
mercoledì 4 febbraio 2009
Assessori sull'orlo di una crisi di nervi...
dal Corriere della Sera del 3 febbraio 2009:

Adesso sappiamo tutti quali e quanto gravi siano i problemi in cui versa l'assessorato al Patrimonio (e Attività produttive, Internazionalizzazione etc.):
l'Assessore sembra colto da un qualche disturbo bipolare, stato confusionale, con amnesie (ripetute nei mesi: provate a chiedergli di un Progetto del "Rione degli artisti" e sentite che risponde...) e manie di persecuzione (fategli il nome del suo ex padrino politico, Ruggeri, e del suo ex partito, l'UDC...).
Il 29 gennaio dichiara una cosa (una str***ata galattica - in Italiano una "castroneria" - che non un Assessore, ma neanche un bambino delle elementari che legge i giornali locali, dovrebbe dire) ed il 3 febbraio non solo se la rimangia (sarebbe normale, fra gente normale...), ma si dice d'accordo con il Professore Francesco D'Andria... che protesta l'impossibilità e la pericolosità di una tale tesi.
Mi dispiace solo che il Professor D'Andria, gentiluomo e "punta di diamante" dell'Università di Lecce, sia stato coinvolto, in questa caso, per rettificare l'ipotesi strampalata del nostro "sedicente" Assessore (in quota UDC, ma sfiduciato dal suo partito...).
Una persona a me cara, intransigente sui valori morali e spietata nei giudizi di merito, avrebbe definito il giovane "dalla barba difficile"
E qui ritengo chiusa la partita con quest'uomo, ach so... Untermensch.
domenica 1 febbraio 2009
Lo statuto sociale degli artisti
Il Parlamento europeo,
– vista la Convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali,
– vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Una strategia quadro per la non discriminazione e le pari opportunità per tutti" (COM(2005)0224),
– visto il Libro Verde della Commissione dal titolo "Modernizzare il diritto del lavoro per rispondere alle sfide del XXI secolo" (COM(2006)0708),
– vista la propria risoluzione del 22 ottobre 2002 sull'importanza e il dinamismo del teatro e delle arti dello spettacolo nell'Europa allargata(1) ,
– vista la propria risoluzione del 4 settembre 2003 sulle industrie culturali(2) ,
– vista la propria risoluzione del 13 ottobre 2005 sulle nuove sfide per il circo quale parte della cultura europea(3) ,
– visto il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità(4) ,
– visto il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale(5) ,
– vista la direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione(6) ,
– vista la sua risoluzione del 9 marzo 1999 sulla situazione e il ruolo degli artisti nell'Unione europea(7) ,
– vista la direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale(8) ,
– vista la direttiva 2006/116/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la durata di protezione del diritto d'autore e di alcuni diritti connessi(9) ,
– vista la sentenza della Corte di giustizia del 30 marzo 2000, causa C-178/97, Barry Banks e altri contro Theatre royal de la Monnaie(10) ,
– vista la sentenza della Corte di giustizia del 15 giugno 2006, causa C-255/04, Commissione delle Comunità europee contro Repubblica francese(11) ,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A6-0199/2007),
A. considerando che l'arte può anche essere considerata un lavoro e una professione,
B. considerando che le summenzionate sentenze e la direttiva 96/71/CE riguardano tutte in modo specifico le attività degli artisti interpreti,
C. considerando che, per praticare l'arte al più alto livello, occorre interessarsi al mondo dello spettacolo e della cultura sin dalla più giovane età ed avere la possibilità di accedere alle principali opere del nostro patrimonio culturale,
D. considerando che in numerosi Stati membri taluni professionisti del settore artistico non hanno uno statuto legale,
E. considerando che la flessibilità e la mobilità sono elementi indissociabili nell'esercizio delle professioni artistiche,
F. considerando che nessun artista è totalmente al riparo dalla precarietà in nessuna fase del suo percorso professionale,
G. considerando che la natura aleatoria e talvolta incerta della professione artistica deve essere necessariamente compensata dalla garanzia di una protezione sociale sicura,
H. considerando che ancora oggi risulta praticamente impossibile per un artista in Europa ricostruire la sua carriera professionale,
I. considerando che occorre facilitare l'accesso degli artisti alle informazioni concernenti le loro condizioni di lavoro, mobilità, disoccupazione, salute e pensione,
J. considerando che le predisposizioni artistiche, le doti naturali e il talento sono raramente sufficienti per aprire la strada ad una carriera artistica professionale,
K. considerando che non sono stati ancora sufficientemente sviluppati i contratti di formazione e/o qualificazione a vocazione artistica adattati alle singole discipline,
L. considerando che è opportuno incoraggiare la riconversione professionale degli artisti,
M. considerando che la libera circolazione dei lavoratori in generale, inclusi gli artisti originari dei nuovi Stati membri, è tuttora soggetta a certe limitazioni dovute alle possibili disposizioni transitorie previste dal trattato di adesione,
N. considerando che le produzioni artistiche riuniscono spesso artisti europei ed artisti extracomunitari la cui mobilità è spesso ostacolata dalla difficoltà di ottenere visti a medio termine,
O. considerando che il soggiorno degli artisti in uno Stato membro è il più delle volte di breve durata (inferiore ai tre mesi),
P. considerando che tutti questi problemi legati alla mobilità transfrontaliera, principale caratteristica delle professioni artistiche, mettono in luce la necessità di prevedere misure concrete in questo settore,
Q. considerando che è essenziale distinguere le attività artistiche amatoriali da quelle dei professionisti,
R. considerando che l'integrazione dell'insegnamento artistico nei programmi scolastici degli Stati membri deve essere assicurato in modo efficace,
S. considerando che la succitata Convenzione dell'Unesco costituisce un'ottima base per il riconoscimento dell'importanza delle attività dei professionisti nella creazione artistica,
T. considerando che la direttiva 2001/29/CE impone agli Stati membri che ancora non la applicano, di prevedere per gli autori un compenso equo in caso di eccezioni o restrizioni al diritto di riproduzione (reprografia, riproduzione per uso privato),
U. considerando che la direttiva 2006/115/CE determina i diritti esclusivi di cui sono titolari in particolare gli artisti interpreti e il loro diritto irrinunciabile ad una remunerazione equa,
V. considerando che i diritti patrimoniali e morali degli autori e degli artisti interpreti sono a tal riguardo il riconoscimento del loro lavoro creativo e del loro contributo alla cultura in generale,
W. considerando che la creazione artistica partecipa allo sviluppo del patrimonio culturale e si nutre delle opere del passato, da cui trae ispirazione e materiale e di cui gli Stati assicurano la salvaguardia,
Miglioramento della situazione degli artisti in Europa
La situazione contrattuale
1. invita gli Stati membri a sviluppare o applicare un quadro giuridico e istituzionale al fine di sostenere la creazione artistica mediante l'adozione o l'attuazione di una serie di misure coerenti e globali che riguardino la situazione contrattuale, la sicurezza sociale, l'assicurazione malattia, la tassazione diretta e indiretta e la conformità alle norme europee;
2. sottolinea che occorre prendere in considerazione la natura atipica dei metodi di lavoro dell'artista;
3. sottolinea inoltre che occorre prendere in considerazione la natura atipica e precaria di tutte le professioni sceniche;
4. incoraggia gli Stati membri a sviluppare la definizione di contratti di formazione o di qualificazione nelle professioni artistiche;
5. propone pertanto agli Stati membri di agevolare il riconoscimento dell'esperienza professionale degli artisti;
La protezione dell'artista
6. invita la Commissione e gli Stati membri a creare un "registro professionale europeo" del tipo EUROPASS per gli artisti, previa consultazione del settore artistico, nel quale potrebbero figurare il loro statuto, la natura e la durata dei successivi contratti nonché i dati dei loro datori di lavoro o dei prestatori di servizi che li ingaggiano;
7. incoraggia gli Stati membri a migliorare il coordinamento e lo scambio di buone pratiche e di informazioni;
8. sollecita la Commissione ad elaborare, in cooperazione con il settore, un manuale pratico uniforme e comprensibile destinato agli artisti europei e agli organi interessati nelle amministrazioni, che contenga tutte le disposizioni in materia di assicurazione malattia, disoccupazione e pensionamento in vigore a livello nazionale ed europeo;
9. invita la Commissione e gli Stati membri in funzione degli accordi bilaterali applicabili ad esaminare la possibilità di iniziative per assicurare il trasferimento dei diritti pensionistici e di sicurezza sociale degli artisti provenienti da paesi terzi quando ritornano nei loro paesi d'origine e per garantire che si tenga conto della esperienza di lavoro in uno Stato membro;
10. incoraggia la Commissione a varare un progetto pilota al fine di sperimentare l'introduzione di una carta elettronica europea di sicurezza sociale specificamente destinata all'artista europeo;
11. ritiene infatti che tale carta, contenendo tutte le informazioni concernenti l'artista, potrebbe risolvere alcuni problemi inerenti alla sua professione;
12. sottolinea la necessità di distinguere con precisione la mobilità specifica degli artisti da quella dei lavoratori dell'Unione europea in generale;
13. chiede a tale proposito alla Commissione di fare il punto sui progressi realizzati in merito a tale mobilità specifica;
14. chiede alla Commissione di individuare formalmente i settori culturali in cui risulta evidente il rischio di una fuga di creatività e di talenti e chiede agli Stati membri di incoraggiare, mediante incentivi, gli artisti a rimanere o a rientrare nel territorio degli Stati membri;
15. chiede inoltre agli Stati membri di prestare un'attenzione particolare al riconoscimento a livello comunitario di diplomi e altri certificati rilasciati dai conservatori e dalle scuole artistiche nazionali europee e da altre scuole ufficiali delle arti dello spettacolo, in modo da consentire ai loro titolari di lavorare e studiare in tutti gli Stati membri, in conformità con il processo di Bologna; sollecita tutti gli Stati membri a tal riguardo a promuovere studi artistici formali che offrano una buona formazione personale e professionale e consentano agli studenti di sviluppare il proprio talento artistico nonché competenze generali per operare in altri ambiti professionali; sottolinea altresì l'importanza di proporre iniziative su scala europea per facilitare il riconoscimento di diplomi e altri certificati rilasciati dai conservatori e dalle scuole artistiche nazionali di paesi terzi, al fine di favorire la mobilità degli artisti verso gli Stati membri;
16. invita la Commissione ad adottare una "carta europea per la creazione artistica e le condizioni del suo esercizio" sulla base di un'iniziativa come quella dell'Unesco, onde affermare l'importanza delle attività dei professionisti della creazione artistica e favorire l'integrazione europea;
17. invita gli Stati membri ad eliminare tutti i tipi di restrizioni relative all'accesso al mercato del lavoro per gli artisti dei nuovi Stati membri;
18. invita gli Stati membri che non l'applicano ancora ad organizzare, nel rispetto della direttiva 2006/115/CE e della direttiva 2001/29/CE, in modo efficace il pagamento di tutti gli equi compensi relativi ai diritti di riproduzione e delle eque remunerazioni dovute ai titolari dei diritti d'autore e dei diritti associati;
19. invita la Commissione a procedere ad uno studio che analizzi le disposizioni prese dagli Stati membri per assicurare in modo efficace ai titolari dei diritti d'autore e dei diritti connessi l'equo compenso per le eccezioni legali applicate dagli Stati membri a norma della direttiva 2001/29/CE e per lo sfruttamento legale dei loro diritti a norma della direttiva 2006/115/CE;
20. invita la Commissione a procedere ad uno studio che analizzi le disposizioni prese dagli Stati membri affinché una parte delle entrate generate dal pagamento dell'equo compenso dovuto ai titolari dei diritti d'autore e dei diritti connessi sia destinata al sostegno dell'attività creativa e alla protezione sociale e finanziaria degli artisti, e che analizzi inoltre gli strumenti giuridici e i dispositivi che potrebbero essere utilizzati per contribuire al finanziamento della protezione degli artisti viventi europei;
21. ritiene auspicabile che gli Stati membri sudino la possibilità di concedere agli artisti un aiuto supplementare a quelli già in vigore, prevedendo per esempio un prelievo sullo sfruttamento commerciale delle creazioni originali e delle loro interpretazioni libere da diritti;
La politica dei visti: mobilità e impiego dei cittadini di paesi terzi
22. sottolinea la necessità di tener conto delle difficoltà che alcuni artisti europei ed extracomunitari incontrano attualmente per ottenere un visto ai fini del rilascio di un permesso di lavoro, nonché delle incertezze legate a tale situazione;
23. sottolinea altresì che le condizioni stabilite per la concessione dei visti e dei permessi di lavoro sono attualmente difficili da soddisfare da parte degli artisti in possesso di contratti di lavoro a breve termine;
24. invita la Commissione a riflettere sugli attuali sistemi per la concessione di visti e permessi di lavoro agli artisti e a mettere a punto una regolamentazione comunitaria in questo settore che possa portare all'introduzione di un visto temporaneo specificamente destinato agli artisti europei ed extracomunitari, come già avviene in taluni Stati membri;
Formazione lungo tutto l'arco della vita e riconversione
25. invita gli Stati membri a creare strutture specializzate di formazione e tirocinio destinate ai professionisti del settore culturale, in modo da sviluppare un'autentica politica dell'occupazione in questo ambito;
26. invita la Commissione a raccogliere tutte le ricerche e le pubblicazioni esistenti e a valutare, nella forma di uno studio, l'attuale situazione per quanto concerne l'attenzione prestata nell'Unione europea alle malattie professionali tipiche delle attività artistiche, ad esempio l'artrite;
27. ricorda che tutti gli artisti esercitano la loro attività in modo permanente, non limitandosi alle ore di prestazione artistica o di spettacolo sulla scena;
28. ricorda a tale proposito che i periodi di ripetizione costituiscono a pieno titolo ore di lavoro effettivo e che è necessario tener conto di tutti questi periodi d'attività nella carriera degli artisti, sia durante i periodi di disoccupazione che a fini pensionistici;
29. invita la Commissione a valutare il livello reale di cooperazione europea e di scambi nel campo della formazione professionale nelle arti dello spettacolo e a promuovere tali aspetti nel quadro dei programmi per l'apprendimento permanente e cultura 2007, nonché dell'Anno europeo per l'istruzione e la cultura 2009;
Verso una ristrutturazione delle attività amatoriali
30. insite sulla necessità di sostenere tutte le attività artistiche e culturali svolte segnatamente a favore di gruppi socialmente svantaggiati allo scopo di migliorarne l'integrazione;
31. sottolinea l'importanza delle attività artistiche amatoriali quale elemento cruciale di avvicinamento tra le comunità locali e di costituzione di una società dei cittadini;
32. sottolinea che gli artisti senza formazione specifica che aspirano a una carriera artistica professionale dovrebbero essere ben informati in merito a certi aspetti di questa professione;
33. invita a tale proposito gli Stati membri ad incoraggiare e a promuovere le attività amatoriali in continuo contatto con gli artisti professionisti;
Garantire la formazione artistica e culturale sin dalla più giovane età
34. invita la Commissione ad effettuare uno studio sull'educazione artistica nell'Unione europea (i suoi contenuti, la natura della formazione offerta – se formale o meno –, i risultati e gli sbocchi professionali) e a comunicarne i risultati al Parlamento entro due anni;
35. invita la Commissione ad incoraggiare e favorire la mobilità degli studenti europei delle discipline artistiche, attraverso l'intensificazione dei programmi di scambio fra gli studenti dei conservatori e delle scuole artistiche nazionali sia su scala europea che su scala extra-europea;
36. invita la Commissione a prevedere il finanziamento di misure e progetti pilota che consentano in particolare di definire i modelli adeguati in materia di educazione artistica nell'ambiente scolastico attraverso un sistema europeo di scambio di informazioni e di esperienze destinato agli insegnanti di discipline artistiche;
37. raccomanda agli Stati membri di intensificare la formazione degli insegnanti incaricati dell'educazione artistica;
38. chiede alla Commissione e agli Stati membri di esaminare la possibilità di creare un fondo di mobilità europea di tipo Erasmus destinato agli scambi di insegnanti e di giovani artisti; ricorda a tal riguardo l'importanza che attribuisce all'aumento del bilancio europeo destinato alla cultura;
39. chiede alla Commissione e agli Stati membri di lanciare una campagna d'informazione volta ad offrire una garanzia di qualità dell'educazione artistica;
40. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.
(1) GU C 300 E dell'11.12.2003, pag. 156.
(2) GU C 76 E del 25.3.2004, pag. 459.
(3) GU C 233 E del 28.9.2006, pag. 124.
(4) GU L 149 del 5.7.1971, pag. 2.
(5) GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1.
(6) GU L 167 del 22.6.2001, pag. 10.
(7) GU C 175 del 21.6.1999, pag. 42.
(8) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 28.
(9) GU L 372 del 27.12.2006, pag. 12.
(10) Racc. 2000, pag. I-2005.
(11) Racc. 2000, pag. I-5251.
mercoledì 28 gennaio 2009
Beccatevi questo...
FATEVI UNA CULTURA: Marianella Sclavi - Avventure urbane

Marianella Sclavi - Avventure urbane - Elèuthera - € 14.5o - ISBN 88-85060-64-1 / 9 788885 060647
Con gli urbanisti: I. Romano, S. Guercio, A. Pillon, M. Robiglio, I. Toussaint - Postfazione di Giancarlo De Carlo
Marianella Pirzio Biroli Sclavi insegna Etnografia urbana, Arte di ascoltare e Gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano.
Un libro da leggere d'un fiato, come un bel romanzo - oddio... è narrativa per Torino, fantascienza per Lecce... - positivo, formativo ed "esemplare", specie per quegli architetti tutti "chiacchiera e distintivo" (dell'Ordine...). Leggete, crescete, osate, non datevi limiti: siamo Uomini, non tecnici comunali! Non voglio immaginare cosa sarebbe Torino in mano a certi "professionisti" leccesi... Nutrivo qualche perplessità circa la comprensibilità di un discorso imbastito da una Etnologa con un gruppo di urbanisti, ma è scritto molto bene: sintetico, semplice e rigoroso allo stesso tempo. Se l'ho letto io... potete leggerlo voi! Si parla di progettazione partecipata, di educazione dei cittadini e dei tecnici delle amministrazioni pubbliche alle pratiche di public learning, di ascolto attivo e gestione dei conflitti, di Planning for real, coinvolgimento e concertazione delle iniziative urbanistiche che incidono sul territorio della città.
Solo tre esempi, impossibile estrarre tutti i brani interessanti del libro:
[...] IOLANDA (Romano) Sono andata in Inghilterra nel 1992, in primavera, subito dopo la laurea. Sono tornata a fine agosto e a settembre ho incominciato a guardarmi in giro, a prendere contatti. A Londra avevo visto e partecipato a cose che mi avevano entusiasmato; avevo lavorato con Michael Parkes e Lesley Kline, che allora facevano parte di CLAWSE (Community Land And Workspace Services), uno dei gruppi più affermati ed esperti di progettazione partecipata in tutta la Gran Bretagna, e adesso non capivo proprio perché non si potesse fare la progettazione partecipata anche in Italia. Ma tutti quelli che incontravo mi dicevano: "No, quello è un altro paese, la gente è diversa, in Italia non si può fare".
MARIANELLA (Sclavi) Con chi ne parlavi? IOLANDA Sono andata a trovare tutti i professionisti che si occupavano di politiche territoriali a Torino e che mi sembravano più svegli, più aperti. La maggior parte erano professori universitari e compagni di università. Dopo alcune settimane ho incominciato a pensare: "Non ci riuscirò mai". La loro reazione era assolutamente stereotipata: da un lato "sappiamo già tutto", sei brava e simpatica, ma hai scoperto l'acqua calda, e dall'altra "Non funziona, non serve a niente, non siamo in Inghilterra".
[...] Il laboratorio di quartiere, ideato da Renzo Piano e dall'impresa di costruzione Fratelli Dioguardi, viene sperimentato per la prima volta nel 1979 a Otranto quale strumento per avviare lavori di recupero e di adeguamento nei centri storici, utilizzando modalità partecipative e di coinvolgimento diretto degli abitanti. (vedi: Arduino, Fazio, Piano - Antico è bello: il recupero della città - Laterza 1980 e Milella - Nuovo è bello. Un progetto di Renzo Piano - Laterza, 1985) [...] ... nel 2000 Ferrovie dello Stato spa e Satti spa hanno indetto gare per la comunicazione sui cantieri del Passante ferroviario e della prima linea metropolitana.
[...] Queste le principali azioni condotte nel primo anno di accompagnamento dei cantieri: studio di una identità visiva specifica e sua applicazione agli allestimenti dei cantieri (recinzioni, segnaletica) e a tutti gli strumenti di comunicazione realizzati, al fine di rendere immediatamente riconoscibile la comunicazione legata al Passante; distribuzione di una newsletter trimestrale (35'000 copie); distribuzione di volantini, annunci sulla stampa e spot radiofonici in occasione di ogni importante modifica nella viabilità; apertura di uno sportello per il pubblico.
[...] (Dalla post-fazione di Giancarlo De Carlo:) L'istituzionalità della scissione tra esperti e ignari è accentuata dalla pubblicistica (riviste, giornali, convegni, ecc. di architettura) e dall'idolatria della tecnologia alta (high-tech). Il mio amico e grande architetto Aldo van Eyck diceva di essere alla ricerca di una tecnologia "bassa" (low-tech), e cioè di una tecnologia capace di risolvere le più sofisticate esigenze dell'architettura contemporanea, ma anche capace di sorpassare la concezione lineare e semplicistica di "progresso" alla quale ci si riferisce e che porta a considerare che una struttura metallica complessa sia di per sé più significativa di una struttura in mattoni o in legno; che stabilisce gerarchie e attribuisce valori in un mare di nonsensi, dove si confonde l'impalcatura retorica col vero significato che vorrebbe sorreggere.
[...]
P.S.
Incuriosito da un annuncio su La Stampa, sono andato a vedere questa "Casa che fa bene all'ambiente" in via Baretti a Torino... scoprendo la sede stessa di Avventura Urbana: lì, con squisita gentilezza, Isabelle Toussaint mi ha dedicato 3 minuti "al volo", senza aver concordato un appuntamento, parlando brevemente delle mie iniziative a Lecce e del Cortile del Maglio di Borgo Dora a Torino. Che sorpresa! Dopo aver avuto a che fare con tanti architetti leccesi (parlo generalizzando, ovviamente) spocchiosi, mentalmente chiusi ed indisponibili come soubrette capricciose, finalmente una persona POSITIVA! Grazie Isabelle, non cambiare mai: l'intelligenza e l'umanità sono doti, oggigiorno, piuttosto rare!
Perseveranti diabolici
Dal Corriere della Sera dell'11 gennaio 2009:
C'era il protagonista di un libro (diciamo pure "IL libro"...) che ogni tanto rispondeva ai comportamenti ed ai giudizi sbagliati con la formula (attraverso la traduzione della traduzione...)
"Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno".
Dopo un anno che Sindaco, vice-Sindaco, Assessori e funzionari dell'Ufficio tecnico del Comune di Lecce, giurano la non esistenza di patrimonio libero del Comune - da destinare a noi artisti, magari - ecco che finalmente si intravede la verità.
Palazzi, abitazioni al piano terra ed ai piani superiori, superfici liberate da chioschi o strutture smontabili. Che dire? Non sono certo dei mentitori, questo no, "nonsìamài"... ignoranti, si. Ma, poverini, non sapevano di "ignorare".
Ma perchè rispondere a casaccio alle nostre richieste? Perchè non siamo loro elettori, ne' familiari o altro?. Mah!
sabato 10 gennaio 2009
1500 visitatori, 1500 grazie a tutti!

1500 visitatori del mio blog, e questo è un fatto!
Alla faccia di chi ci vuole male, no? ;-)
Con l'occasione, faccio un regalo a quelli che ancora non conoscono il mio lavoro sul Centro storico di Lecce, il video del Progetto ARTISTIinCENTRO - Focus GIRAVOLTE, così lo possono guardare e capire pure i bambini di 3 anni.
Ma come mi sento buono... è da mercoledì che mi sento più dolce di una meringa (all'albume e tritolo, però).
Buona visione a tutti.
giovedì 8 gennaio 2009
Uah-ah-ah-ah!.. il ritorno dei dinosauri! :-D
Dal Corriere della Sera del 7 gennaio 2009:
Pensavamo fin'ora di essere in perfetta solitudine, ma qualcuno ci vuole convincere del contrario: è passato, infatti, un anno da quando io, a nome di un gruppo di artigiani ed artisti leccesi ho protocollato un mio progetto presso il Comune e la Provincia di Lecce che prevede l'apertura di un tavolo di concertazione tra Comune, Provincia, Suore Benedettine e privati proprietari dei locali al piano terra delle zone Giravolte, Scalze e Chiesa Greca; tali locali (offerti in comodato d'uso o ad affitto calmierato), costituendo un "Centro Commerciale Naturale" vocato alla produzione dell'artigianato artistico e di tradizione, realizzerebbero di fatto un "Rione degli Artisti", l'ideale per tutti quelli estromessi dal centro storico a causa del caro-affitti ed espressione tangibile di un fattivo interesse della politica locale verso i temi dell'identità e dello sviluppo delle potenzialità del territorio, in chiave culturale, economica e turistica.
I giornali, le tv e le radio locali in questi mesi hanno informato (chi più, chi meno) l'opinione pubblica sulle nostre iniziative.
Gli incontri avuti col Vicepresidente Frisullo, col Sindaco Perrone, con la Vicesindaco Poli, l'Assessore Monosi, il Prof. Turrisi, l'Ass. Musio, l'Ass. Gianfreda, il Dott. Cassiano, il Presidente Prete, il Dott. Andrea Montinari, vari funzionari dell'Uff. Tecnico e dell'assessorato all'Urbanistica del Comune e dell'assessorato al Patrimonio della Provincia ed altre persone vicine agli ambienti della Curia e delle Suore Benedettine, giornalisti, artigiani e commercianti (e lasciamo perdere Architetti ed Urbanisti...), tutto ciò ha prodotto uno strepitoso ed inaspettato... NULLA.
Ma questo dettagli il dott. Aguglia non li conosce, perchè non c'era... e sia, peccato!
L'amministrazione comunale ha perfino negato l'esistenza di sue proprietà nelle Giravolte, zona evidentemente ancora sottoposta a speculazione immobiliare, passaggi di mano di interi edifici e disinteresse per il suo riassetto urbanistico "ragionato" e condiviso.
A luglio del 2008, il Rettorato ha ospitato una conferenza sui temi dell'Artigianato Artistico, del caro-affitti in centro, del mio progetto "Giravolte" (uno studio di fattibilità fatto sulla base di oltre 250 visure catastali sull'area), della normativa di tutela del settore adottata in Italia dagli enti locali e dell'esperienza dell'Arch. Stefano Biagini e dell'Associazione negozi Storici di Roma: ciò è stato reso possibile grazie all'appoggio solidale di Valerio Guacci e dell'Associazione Nuovo Centro Storico di Lecce.
In quei mesi, c'era chi, per il FAI, magari negoziava col Comune una qualche sovvenzione per l'ennesima rassegna dei Cortili aperti, qualcun altro contabilizzava i lauti introiti per l'affitto dei propri locali a birrerie e ristoranti, qualcun altro ancora conservava gelosamente chiusi i propri locali sfitti, in attesa di affitti migliori...
A metà dicembre, la consigliera comunale Spagnolo, del PD, ha interrogato Perrone e Monosi circa la volontà di dare spazi agli artigiani e l'intenzione di portare in discussione il nostro progetto protocollato in febbraio, ottenendo vaghe promesse (sul riutilizzo dei locali al piano terra dell'ex-convento delle Clarisse in favore degli artigiani) e un qualche interesse tra le file del centrodestra.
Oggi, dopo lo stillicidio di chiusure di botteghe d'arte e negozi storici (anche, e soprattutto, aperti con i fondi europei URBAN), la chimera delle notti bianche, la perdita di turismo di qualità, Lecce dovrebbe semplicemente convergere alla linea nazionale di tutela delle botteghe e dei negozi storici e destinare spazi in rioni o in strutture ad hoc dove poter fare l'arte, insegnarla e tenerla in vita.
Tutto ciò in attesa della prossima legiferazione regionale di tutela e regolamentazione dell'Eccellenza Artistica.
Quanto al Dott. Aguglia, sul mio blog può conoscere iniziative, recensioni ed interviste "illuminanti" su questo tema: Bruno Riganti, Paolo Berdini, Carlo Cellamare, Stefano Biagini, Sauro Prosperi, il Lungotevere di Tor di Nona a Roma, il Cortile del Maglio a Torino, il Palazzo Santoni a Jesi, SS. Cosma e Damiano a Venezia. Anche se "il Quotidiano" non ne parla, i leccesi devono sapere queste cose.
Inoltre, informo il dott. Aguglia che l'ex Caserma Cimarrusti (o "ex-convento dei Teresiani Scalzi") è destinata al restauro ed al riuso (così nel 2004 e nel 2008) quale seconda sede dell'Accademia di Belle Arti, il complesso dell'ex Ospedale dello Spirito Santo risulta già "cartolarizzato" a privati, l'ex-Convitto Palmieri (dove pure potrebbero aprirsi spazi per botteghe d'arte) è destinato a sede di Biblioteca Provinciale, Museo ed ISUFI (liberandosi, alle calende greche, l'ex-Collegio Argento). Il Liceo Musicale ed ex-Conservatorio Tito Schipa è, si, in comproprietà tra Comune e Provincia, ma nessuno ha la minima intenzione di farne alcunchè. L'annosa faida politica intorno all'ex-Istituto Margherita lascia marcire un palazzo in posizione strategica e dalle grosse potenzialità; sta solo un po' meglio l'ex Convento dei Teatini, fiore all'occhiello di qualsiasi centro storico italiano, utilizzato raramente per manifestazioni di un certo spessore. Lo sfruttamento dell'ex-convento dei Cassinesi (o meglio dei Gesuiti), è altro esempio sconfortante, così come la destinazione di 3'600'000 euro alle Officine Cantelmo, in assoluto l'apice, l'esempio di tutto quello che non dovrebbe essere fatto da politici e funzionari pubblici, che ad oggi ha prodotto una sfilata di moda, un paio di feste ad invito (anche col DJ Tony Rucola!), una pesca di beneficenza in stile parrocchiale ed un convegno (scialo di denaro fatto, tuttavia, mi si passi il calembour, con la miglior "cura del buon padre - o madre - di famiglia"...).
Baloccandosi da mesi con un disciplinare per il marchio De.Co. - che su internet già esiste - che, nel nome degli alti ideali, dà facoltà agli artisti di produrre qualità, ma non dice niente sul come e sul dove farlo.
Caro Aguglia, benvenuto sul Titanic: macchine avanti tutta, tanto a chi importa dell'arte?
mercoledì 7 gennaio 2009
Il Cortile del Maglio a Torino
Sauro Prosperi è il Presidente della associazione degli operatori del Cortile del Maglio, a Borgo Dora, a Torino.
Il "Chiampa" (oddìo, il progetto è un po' vecchiotto...), l'Amministrazione Comunale di Torino, nel segno di una rivalutazione del Borgo Dora e della tutela dell'Eccellenza Artigiana piemontese (già sotto l'ala protettiva delle leggi regionali), ha ristrutturato una parte del vecchio Arsenale, coprendo un vasto cortile interno, ed ha assegnato i locali in vendita (di diritto di superficie per 99 anni) agli artigiani ed ai commercianti partecipanti ad un bando pubblico.
Ascoltate e sbalorditevi (ed inca**atevi almeno un poco): ho lavorato per voi anche sotto Natale per fare l'intervista! Buon Maalox a tutti!
Sauro Prosperi - PARTE I
Sauro Prosperi - PARTE II
Sauro Prosperi - PARTE III
